Come lavare maglie di lana senza rovinarle (e senza diventare matti)

Come lavare maglie di lana senza rovinarle (e senza diventare matti)

Lettura Come lavare maglie di lana senza rovinarle (e senza diventare matti) 9 minuti

Tutti abbiamo avuto almeno una volta quel momento. Apri la lavatrice, tiri fuori il maglione preferito e ti accorgi che è diventato della taglia di tuo nipote. Oppure è ancora della tua taglia, ma al tatto sembra cartone.

Succede. E succede perché la lana è una fibra che ha le sue regole, e queste regole non sono negoziabili. La buona notizia è che non servono prodotti costosi o tecniche da lavanderia professionale: serve solo capire cosa stai maneggiando.

In questa guida ti spiego come lavare le maglie di lana nel modo giusto, sia a mano che in lavatrice. Poi passiamo all'asciugatura, che è la fase dove si combinano quasi tutti i disastri, e chiudiamo con la conservazione.

Prima di tutto, perché la lana fa così i capricci

La lana non è cotone. Sembra una banalità ma è il punto da cui parte tutto.

Le sue fibre sono ricoperte da piccolissime scaglie, un po' come le tegole di un tetto. Quando esponi queste scaglie a calore, acqua e movimento meccanico insieme, le scaglie si aprono, si incastrano tra loro e non tornano più indietro. Ecco il feltro. Ecco il maglione formato bambola.

Quindi tutto quello che leggerai sotto serve a una cosa sola: evitare che calore, acqua e attrito agiscano insieme sulle fibre. Separati sono gestibili, uniti sono micidiali.

La temperatura è la prima cosa a cui pensare

Acqua fredda. Sempre. Punto.

L'ideale sta tra i venti e i venticinque gradi, e in ogni caso non bisogna mai superare i trenta. Ma c'è un dettaglio che molti sottovalutano: la temperatura deve restare costante dall'inizio alla fine. Se lavi a venticinque gradi e poi risciacqui sotto il rubinetto con acqua più fredda (o peggio, tiepida), lo sbalzo termico fa più danni del caldo in sé. La lana si stressa, si ritira, perde elasticità.

Piccolo trucco pratico: riempi due bacinelle insieme e regolale sulla stessa temperatura prima di iniziare. Una per il lavaggio, una per il risciacquo. Sembra una scemenza, ma cambia tutto.

Come lavare le maglie di lana a mano

Se hai tempo, è il metodo che consiglio sempre. Il controllo che hai sul capo a mano non te lo darà mai una lavatrice, per quanto buona sia.

Riempi la bacinella con acqua fredda e aggiungi un detergente specifico per lana o un ammorbidente delicato pensato per fibre naturali. Evita i detersivi normali, soprattutto quelli con enzimi: gli enzimi sono progettati per "aggredire" le proteine dello sporco, peccato che anche la lana sia proteina. Fai due più due.

A questo punto immergi la maglia e lasciala dentro qualche minuto. Non ore, non una notte intera come si sente dire in giro: qualche minuto basta. Poi massaggia il capo dolcemente, come se stessi accarezzando qualcosa, senza sfregare, senza torcere, senza strizzare. La lana non si punisce.

Il risciacquo va fatto con acqua alla stessa temperatura del lavaggio, e va ripetuto finché non vedi più schiuma o residui. A quel punto tiri fuori la maglia, la appoggi su un asciugamano asciutto e la tamponi. Non la strizzi: la tamponi.

Niente candeggina, niente sbiancanti, niente ammorbidenti generici per il bucato normale. Sono tutti prodotti che scaricano la lana del suo film lipidico naturale e la lasciano opaca e ruvida.

E se invece vuoi usare la lavatrice?

Si può fare. Non è un'eresia, ma bisogna essere precisi.

Il programma da selezionare è quello "Lana" o "Lavaggio a mano" (spesso si chiama così, con il simbolo della bacinella e la manina dentro). Sono cicli studiati apposta per muovere il cestello il meno possibile. Non usare il "delicati" generico, neanche a bassa temperatura: la durata del ciclo è troppo lunga e la fibra si stressa lo stesso.

Acqua fredda, sempre. Centrifuga a seicento giri massimo, meglio ancora a quattrocento se la tua lavatrice lo permette. Sopra i seicento l'effetto è quello di strizzare il capo con violenza, ed è lì che la lana si sformana.

Ultimo dettaglio ma fondamentale: metti il maglione dentro una retina protettiva, o in alternativa in un sacchetto di cotone chiuso. Riduce l'attrito con il cestello e con eventuali altri capi nel carico. E già che ci sei, non caricare la lavatrice a tappo: la lana ha bisogno di spazio per muoversi nell'acqua, non di essere compressa tra jeans e asciugamani.

L'asciugatura è dove si gioca la partita

Ti dico una cosa che forse non hai mai sentito: la maggior parte dei maglioni di lana non si rovina nel lavaggio, si rovina dopo.

Il motivo è semplice. Quando la lana è bagnata, pesa. E il peso dell'acqua, combinato con la gravità, fa cose bruttissime a un capo appeso su una gruccia. Le spalle si allungano, il collo si deforma, l'orlo si tira verso il basso. Quando poi il capo si asciuga, resta così. Per sempre.

Quindi: mai la gruccia. Mai l'asciugatrice (il calore fa infeltrire in pochi minuti). Mai sul termosifone. Mai al sole diretto.

Il metodo giusto è uno solo. Prendi un asciugamano asciutto, ci stendi sopra la maglia ancora umida, poi arrotoli tutto insieme come se stessi facendo un sushi, e premi leggermente per far assorbire l'acqua in eccesso. Poi srotoli, sposti il capo su una superficie piana e traspirante (i piani di asciugatura a rete che si trovano ovunque a pochi euro sono l'investimento migliore che puoi fare per il tuo guardaroba) e lo lasci lì finché non è asciutto. Ci vorrà più tempo rispetto a un capo appeso, è vero. Ma la maglia manterrà la forma che aveva prima del lavaggio, e questa è l'unica cosa che conta.

Stirare la lana (se proprio serve)

Spesso non serve nemmeno. Una maglia di lana asciugata correttamente, in orizzontale, spesso non ha pieghe che giustifichino il ferro. Ma se proprio vuoi rifinire qualcosa, la temperatura massima è centodieci gradi e il ferro non deve mai toccare direttamente il capo.

La soluzione più pratica è interporre un panno di cotone tra ferro e maglia. Oppure, meglio ancora, stirare a vapore tenendo il ferro sollevato di qualche centimetro sopra il tessuto, senza appoggiarlo. Il vapore da solo basta a rilassare le fibre.

Ah, un'altra cosa: niente lavaggio a secco. I solventi usati dalle lavanderie tradizionali impoveriscono il filato nel tempo, anche se il capo ne esce visivamente perfetto. Sul breve non te ne accorgi, sul lungo sì.

Come conservare le maglie di lana nel guardaroba

Il lavaggio è solo metà del lavoro. L'altra metà è come tieni il capo tra un utilizzo e l'altro.

La regola è semplice: si piega, non si appende. Una maglia di lana appesa a una gruccia, anche da asciutta, col tempo si deforma per il proprio peso. Poco, ma abbastanza da accorgersene dopo qualche mese.

Se ti è rimasto il sacchetto originale in cui è arrivato il capo quando l'hai comprato, usalo. Riduce la frizione con gli altri indumenti nel cassetto e questo previene il pilling, cioè quei pallini antipatici che si formano sulle superfici soggette a sfregamento (maniche, fianchi, parte bassa della schiena). Se il sacchetto non ce l'hai, vanno bene quelli in cotone o le scatole traspiranti. Evita la plastica sigillata: la lana ha bisogno di prendere aria, altrimenti col tempo prende anche un odore di chiuso difficile da togliere.

Per il cambio di stagione — quando ripoi le maglie pesanti per qualche mese — lava e asciuga bene tutti i capi prima di metterli via. Aggiungi un profumatore naturale, tipo cedro, lavanda o patchouli, che tiene lontane le tarme senza essere aggressivo sulla fibra. Le palline di canfora funzionano ma lasciano un odore intenso che rimane per settimane.

Una riflessione finale

Prendersi cura di un maglione di lana richiede cinque minuti in più del lavaggio normale. Il ritorno è un capo che dura cinque, sette, dieci stagioni invece di una sola. E dato che la produzione tessile è una delle industrie più impattanti al mondo in termini ambientali, ogni capo che fai durare di più è acqua risparmiata, energia risparmiata, CO2 non emessa.

Non è una questione di perfezionismo o di feticismo dei tessuti. È che la lana, quando è di qualità, merita il tempo che le dedichi. E il tuo guardaroba, tra qualche anno, te lo ripagherà.

 

Domande frequenti

Si possono lavare le maglie di lana in lavatrice? Sì, si possono lavare, ma solo con il programma "Lana" o "Lavaggio a mano", in acqua fredda sotto i trenta gradi, con centrifuga non oltre i seicento giri e il capo inserito in una retina protettiva.

Qual è la temperatura giusta per lavare una maglia di lana? Tra i venti e i venticinque gradi, comunque mai sopra i trenta. Ed è importante che la temperatura resti la stessa durante il risciacquo, per evitare sbalzi termici.

Come si asciuga una maglia di lana senza deformarla? Si tampona con un asciugamano per togliere l'acqua in eccesso, poi si stende in orizzontale su una superficie piana e traspirante. Mai su una gruccia, mai in asciugatrice, mai vicino a fonti di calore dirette.

La lana si può stirare? Sì, ma a massimo centodieci gradi e senza appoggiare il ferro direttamente sul tessuto. Meglio interporre un panno di cotone o usare il vapore tenendo il ferro sollevato.